Cronache dall’India 2014 (prima puntata)

La domenica mattina, dalla mia finestra al settimo piano della foresteria del tempio “Bombay Arya Vysya Sangham”, sembra di vedere più uccelli del solito. Vedo le terrazze degli edifici meno alti e sono piene. Mano a mano che il sole diventa caldo, corvi e piccioni volano gracchiando con una grande nuvola di umidità che si alza dalla terra. E’ come se ci fossero tre livelli: gli edifici più alti, molti ancora in costruzione, a forma di torre; il piano intermedio, il più divertente, avvolto dalle cime degli alberi che fronteggiano i tetti delle case più vecchie, con le facciate e i balconi neri di umidità; la strada….Dalla finestra non la vedo, ma il brusio dei rumori si avverte in lontananza, insieme al rumore dei treni. Se per assurdo tutti gli abitanti di Mumbai se ne andassero, uccelli, altri animali e piante non metterebbero molto tempo per avere la meglio sugli edifici, la maggior parte fatiscenti, e in poco tempo si ricreerebbe la foresta tropicale che doveva esistere secoli fa.

Il quartiere delle lavanderie a Mumbai

Il quartiere delle lavanderie a Mumbai

Sono qui da dieci giorni ormai e posso dire di stare benone. Ho avuto qualche giorno di perplessità all’inizio. Questa volta poi, mi trovo in un animato quartiere di Mumbai, senza un turista nel raggio di molte fermate di treno. Già, perché qui ci si sposta in treno. Dal quartiere, che si chiama Central Matunga, posso prendere il treno per andare “downtown” Mumbai, dove solitamente si fermano i turisti, come prendere una metropolitana. Questa ferrovia di superficie è molto più rapida dei taxi che restano regolarmente bloccati dal traffico, benché certo insufficiente per le esigenze di un’area urbana di diciotto milioni di persone.

al tempio di MahaLaxshmi

al tempio di MahaLaxshmi

Tutta questa gente (ed altri animali naturalmente: cani, gatti, topi e mucche…) si muove sotto lo strato degli alberi e dei grandi edifici, dei corvi, dei piccioni, scoiattoli, scimmie e pipistrelli: generalmente si muovono a piedi, o meglio stanno fermi a gestire i loro negozi e piccole e grandi attività, però si spostano anche in taxi, in macchina, in bus, in una confusione piuttosto rumorosa, che ha tuttavia un suo ritmo e delle regole precise. Basta prendere confidenza con il quartiere e vedere come le persone vivono un giorno dopo l’altro.

Il tempio “Bombay Arya Vysya Sangham”

Il tempio “Bombay Arya Vysya Sangham”

Flower Market, Matunga, Mumbai

Flower Market, Matunga, Mumbai

L’edificio dove sto  ospita un tempio induista al piano terreno, e ci sono sale grandi ad altri piani per attività in qualche modo non in contrasto con il tempio. Ci sono anche stanze che vengono affittate a chi viene qui per queste attività, come me. Infatti la scuola di yoga “Iyengar Yogabhyasa” si trova al secondo piano, e la mia  stanza al settimo appunto. Sono camere spartane, senza televisione, telefono, internet (questo è un po’ un peccato), ma discretamente grandi, pulite e luminose, con il bagno: una sistemazione molto comoda perché le lezioni di yoga iniziano alle 6,45 del mattino e c’è solo da scendere con l’ascensore. Il quartiere, o almeno la via e quelle subito adiacenti, è formato da edifici simili, che è decorato a bassorilievi coloratissimi come i classici templi indiani del sud: ognuno avrà certamente le sue speciali caratteristiche, che noi siamo solo in minima parte capaci di cogliere. Ad esempio, vicino c’è il tempio degli Hari Krishna (a volte con canti piuttosto rumorosi). Sulla strada, bancarelle di ogni tipo con incensi, verdura, fiori. Ci sono persone che passano la vita intrecciando ghirlande di fiori, attività molto intensa nel quartiere. Non conosco i nomi dei fiori, a parte le rose e i fiori di loto, quindi è inutile che cerchi di descriverli! Comunque sono bellissimi….
Il maestro di yoga si chiama Zubin Zarthostimanesh (questo nome un po’ complicato ricorda le origini persiane della sua famiglia), ha circa 40-45 anni, ed è andato a scuola da Iyengar sin da quando era ragazzo. Però ha anche studiato alla scuola dei padri di Don Bosco!! Una volta acquistata un po’ di confidenza, mi ha portata a vedere la scuola, fondata da un missionario italiano e dotata di un patrimonio di edifici non indifferente, proprio qui a Central Matunga, Mumbai, chi se lo poteva immaginare? La scuola accoglie studenti dalle scuole elementari fino alle superiori.
Zubin quindi ha grande rispetto per questi padri di Don Bosco, anche se la sua fede religiosa è diversa.
La sala per lo yoga è molto bella e grande,  e le classi sono ben affollate, tutti studenti indiani. Non si usano i tappetini, il pavimento di marmo è pulitissimo e confortevole. L’atmosfera è molto carina e amichevole, con gli insegnanti, gli assistenti insegnanti e gli altri allievi. Questo perché Zubin con la moglie Parizad, anche lei insegnante di yoga, hanno un modo davvero generoso ed entusiasta di insegnare yoga, molto coinvolgente. In pochi giorni ho visto ed imparato davvero tanto….Zubin insegna sia a migliorare le posizioni, portando energia alla colonna, sia a correggere e quante volte ho pensato agli amici e allievi vedendo una certa maniera di lavorare!