Cronache dall’India-2016

Il mio viaggio questa volta è cominciato così bene che sulla tratta Monaco-Delhi ho viaggiato in business class, immagino causa overbooking nella classe economica! Purtroppo però in India si arriva sempre di notte, e questo non contribuisce a rendere il paesaggio più piacevole. Inoltre, una coperta di smog copre Delhi. Ci sono stata già due volte, nel lontano 1982 e nel 2001; mi pareva di ricordare un bel sole nella stagione asciutta invernale, fresco di notte. Invece il sole fatica a venire fuori e il cielo è grigio.

Nonostante la moderna metropolitana, il traffico è incredibilmente caotico come sempre. È’ come se ci fossero  diverse Indie: quella dei nuovissimi vagoni della metro, quella dei piccoli taxi aperti a tre ruote e dei ciclo risciò, molto utilizzati per muoversi nelle vie strette dei mercati della vecchia Delhi.  Comunque spostarsi in città è sempre un’avventura, anche per colpa degli appiccicosissimi personaggi che si trovano per strada e che, con la scusa di volerti aiutare, cercano di portarti nella loro agenzia di viaggi. Per colpa loro ho dovuto praticamente scappare dalla centralissima Connaught Place dove la concentrazione di procacciatori di clienti rende il normale passeggio praticamente impossibile.

Comunque dopo due giorni a Delhi inizia il viaggio vero per l’India, prima tappa Haridwar, circa 200 chilometri dalla capitale, il treno però impiega più di cinque ore….che passano piacevolmente anche perché il cibo e le bevande sono comprese e quindi veniamo continuamente foraggiati con te’, biscotti, un piatto caldo, succhi di frutta ecc. Inoltre e soprattutto, fuori dalla città l’ India è sempre la stessa: la campagna suddivisa in piccoli appezzamenti, lo sterco di vacca ad asciugare, in forme rotonde accuratamente impilate, e tanta sporcizia, soprattutto lungo i binari.

Avevo prenotato un albergo con Expedia, ma decisamente basta con questo esperimento: il problema è che non esistono veri indirizzi e ci sono più luoghi con lo stesso nome. Si ripete quindi la lunga ricerca in taxi, con l’autista che diceva di sapere dov’era il posto, peccato non fosse quello….non ci sono moltissimi turisti in questa stagione, si può trovare l’albergo anche senza prenotazione.

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Haridwar si trova sul Gange, poco a valle rispetto a  Rishikesh, ed è una delle città più sante dell’India, in una posizione meravigliosa, tra la montagna e la pianura. Il fiume è fantastico qui, già imponente, ricco di acqua pulitissima, appena scesa dalle montagne. Non ci sono argini come da noi, ma soltanto i “ghat”, scalinate che portano al fiume e queste costruzioni, gradevoli e senza impatto visivo, si trovano solo nel centro della città è particolarmente dove i pellegrini vanno a fare il bagno. Questo per dire che il fiume “va dove vuole” e ricevendo importanti affluenti proprio qui, è il protagonista del paesaggio e della vita cittadina.

Haridwar

Haridwar

Chi sono questi pellegrini? La maggior parte sono devoti comuni cittadini. Il bagno rituale al fiume è ben organizzato: ci sono i barbieri, le cabine per cambiarsi e lasciare le proprie cose, le catene per sostenersi. L’acqua è bassa e i bambini ed i ragazzi si divertono moltissimo.  Ma in città ci sono numerosissimi sadhu uomini senza casa, che hanno rinunciato a tutto per vivere una vita di santità, completamente dipendenti dalla carità degli altri fedeli. I sadhu sono grandemente rispettati e fanno parte delle più antiche tradizioni. Ad uno sguardo un po’ più attento si capisce che possono appartenere a gruppi diversi. La loro disinvoltura a vivere in modo così diverso da tutti gli altri è impressionante!

e questo è solo l’inizio del viaggio, domani si va a Rishikesh.

Emanuela, 19 gennaio 2016