Iyengar Yoga e altri “stili” di yoga

In autunno è possibile che ci si metta alla ricerca di una scuola di yoga,  per praticare in modo regolare una disciplina che tutti dicono essere benefica per il corpo e la mente. Una curiosità  degli allievi può essere quella di sapere che cosa hanno di differente i vari “stili” di yoga. Poiché ora lo yoga è di moda e viene insegnato dappertutto, a volte gli allievi sono disorientati rispetto alla varietà dell’offerta proposta dal mercato. E hanno pienamente ragione: se si cerca “tipi di yoga” o “stili di yoga” su internet si trovano moltissimi siti che spiegano la differenza tra Iyengar® Yoga, Hatha yoga, Kundalini, Bikram, Anusara, Ashtanga, Vinyasa ecc. come se lo studente andasse in un supermercato e decidesse semplicemente cosa comperare tra le varie merci esposte. Di fronte a spiegazioni tanto superficiali, rischia di farsi influenzare dalla grafica, dalle fotografie e dalle promozioni. Non viene spiegato che cos’è lo yoga e perché ci sono così tanti modi di insegnarlo.

Yoga è un termine dal significato molto ampio. E’ una delle filosofie tradizionali dell’India. La pratica dello yoga, secondo gli insegnamenti di Patanjali, mitico autore degli Yogasutra,  si propone di fermare le fluttuazioni della mente e di raggiungere la liberazione, secondo la visione dell’Induismo. Nel XX secolo, lo yoga è ritornato in auge grazie alla curiosità degli occidentali. Si sono così diffuse scuole di yoga e tecniche diverse di insegnamento.

Anziché mettere in ordine alfabetico i “tipi” di yoga, sarebbe forse più utile fare un passo indietro e vedere come le diverse “scuole” sono nate. Il testo di riferimento per tutti quelli che studiano yoga, gli Yoga Sutra (II secolo a.C.-IV secolo d.C.) non parla di diversi tipi di yoga. Un altro testo molto famoso, la Bhavagad Gita (Canto del Beato, forse II secolo d.C.) racconta lo yoga attraverso i dialoghi tra Arjuna e Krishna, spiegando che va praticato il karma yoga (yoga dell’azione), il bhakti yoga (yoga della devozione), e lo jnana yoga (yoga della conoscenza), modalità differenti e complementari per raggiungere la stessa meta.

Detailed hand drawn zentangle. Karma

Moltissime scuole di yoga moderne occidentali si ispirano, almeno nel nome, al vocabolario induista, quindi, se non altro per questa ragione, vale la pena andare a controllare il significato di alcuni termini più ricorrenti e ci si accorgerà che la materia è infinitamente vasta e complessa, molto difficile da afferrare per le persone di altre culture e che non hanno una preparazione specifica: eppure i termini, come sappiamo, sono entrati nel linguaggio comune e nel marketing.

Ora, tra gli studiosi occidentali,  si tende a distinguere tra yoga “classico” (detto Raja yoga, secondo l’insegnamento di Vivekananda) e yoga “moderno” (quello studiato e praticato negli ultimi due secoli) senza dare alla pratica di oggi una connotazione negativa, anzi: lo yoga non é una disciplina accademica e si evolve nel tempo per mantenere intatta la sua efficacia, parole di B.K.S. Iyengar, il più grande insegnante di yoga del XX secolo. Un’altra distinzione, piuttosto infelice, separa le scuole di “yoga meditativo” da quelle di “Yoga posturale”

A mio parere, nello yoga “moderno”, occorre soprattutto distinguere tra le scuole che hanno la radice in insegnamenti nati dalla tradizione induista e alcune pratiche in voga ora, nate dal lavoro di maestri occidentali, che spesso e sicuramente sono ben preparati e hanno studiato in India, ma che hanno poi sviluppato una loro personale tecnica di insegnamento “fusion” in cui mescolano vari insegnamenti e tecniche, sia indiane che occidentali, oppure hanno adattato alcuni principi e tecniche dello yoga alle esigenze del pubblico.

Le principali scuole nate in India (presenti in tutto il mondo e anche in Italia), che danno garanzie di serietà e di preparazione certificata degli insegnanti sono Iyengar, Ashtanga e Satyananda . La scuola di Satyananda (c.d. Hatha Yoga), che si è evoluta dagli insegnamenti di Sri Swami Sivananda Saraswati,  richiama più direttamente agli insegnamenti dei testi tantrici (Kundalini yoga), ha il suo fondamento nel testo chiamato Hatha Yoga Pradipika; l’insegnamento insiste quindi sugli aspetti devozionali e meditativi della pratica, con l’obbiettivo del risveglio dell’energia kundalini. La scuola ha il suo centro nella regione indiana del Bihar, ma è diffusa in tutta l’India e tutto il mondo e diffonde la propria rivista a livello internazionale. Le scuole di Iyengar e di Ashtanga nascono da due maestri, entrambi allievi del grande Krishnamacharya (1880-1979), che riportò in auge lo yoga nel sud dell’India. La sua preparazione era fedele ai testi e all’insegnamento tradizionale, ma molto orientata sulla consapevolezza, come modo per esplorare i vari “strati” del  corpo e della mente. Di qui, B.K.S Iyengar, da cui il nome di Iyengar Yoga, e Pathabi Jois, insegnante di Ashtanga, hanno avuto storie separate, pur mantenendo un rapporto di amicizia. Il figlio di Krishnamacharya, T.K.V. Desikachar, sviluppò una sua propria scuola, tuttora molto seguita dagli occidentali.  Poiché io ho studiato Iyengar®Yoga e tutto questo blog, le sequenze e l’interpretazione filosofica sono frutto dell’insegnamento di questa scuola, non mi dilungo a parlarne qui. Iyengar ha dedicato tutta la vita a migliorare l’insegnamento dello yoga, con straordinaria intelligenza ed apertura verso la mentalità occidentale, pur rimanendo assolutamente fedele all’insegnamento spirituale profondo di Patanjali; ha creato una rete di insegnanti certificati a livello internazionale e degli standard di insegnamento e di pratica molto rigorosi.

Tutte le altre scuole di yoga, con diversi nomi, prendono (o hanno preso) spunto da questi maestri.  Ora ci sono vari tentativi di fornire più garanzie al pubblico in merito alla preparazione degli insegnanti di yoga, che nel frattempo è diventato Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco.  Ci sono associazioni a livello nazionale ed internazionale attente alla formazione e aggiornamento degli insegnanti, c’è anche una norma UNI che definisce le caratteristiche dell’insegnante di yoga. Il sito, ad esempio della YANI (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti) elenca stili di yoga “moderni” ispirati alla Bhagavad Gita, ben sapendo che molte scuole di yoga offrono corsi di questo genere. Altri siti offrono esclusivamente una panoramica di tipo commerciale, mescolando “stili” di yoga nati in India con “stili” inventati da maestri occidentali.  Non manca lo “yoga della risata”!

La cosa importante è non confondere l’esercizio fisico in palestra con la pratica dello yoga, anche se ora si tende a fare così. E’ vero che chi pratica yoga seriamente, non ha più bisogno poi di fare altro esercizio fisico per tenersi in forma e in buona salute. Però lo yoga è una “pratica”, con una finalità superiore, l’esplorazione del corpo e della mente, non un esercizio fisico fine a se stesso. Quindi è necessario scegliere un insegnante di yoga che dia requisiti e accompagnare la pratica con qualche lettura in modo da entrare gradualmente in argomento. Se va tutto bene, è opportuno chiedere all’ insegnante dei consigli per la pratica personale e iniziare a praticare per conto proprio, oltre che andare a lezione.  E’ bene essere sempre critici e tenere presente che l’insegnante di yoga, per le caratteristiche particolari fisiche e psichiche della disciplina, può influenzare più di quanto possa sembrare in un primo tempo. Se si sente, nel tono della voce, nelle parole o nei comportamenti, qualcosa di non pienamente convincente, meglio cambiare.  Il cammino dello yoga, nonostante le scuole, è un cammino individuale. Sono gli allievi (siamo tutti allievi) a  decidere se e quanto praticare e per andare dove. L’insegnante che si  sceglie deve  accompagnare e non viceversa.

lo-stile-di-yoga-giusto

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